Migliorare le mammelle : i casi difficili

Come evitare le cicatrici visibili. Di tanto in tanto ci si imbatte in pazienti, belle, affascinanti ma con l’aspetto del seno disastroso. Quasi sempre poi, la richiesta è quella di “nessuna cicatrice, mi raccomando, non voglio che si vedano!” Naturalmente là dove il bisturi agisce, c’é sempre una cicatrice ed immaginare quindi di procedere ad un aumento del seno, o peggio ancora, all’innalzamento del seno caduto, la cosiddetta mastopessi, senza cicatrici, è davvero difficile. Di solito, quando la distanza tra capezzolo e clavicola supera i 20-21 centimetri si impone l’intervento di mastopessi che è per lo più gravato da almeno una cicatrice verticale e, per quanto ci si impegni a nasconderla, non sempre ci si riesce a perfezione.

Il problema è allora dare l’idea che il seno sia risalito senza apparenti cicatrici. E qui giunge in soccorso l’altissima qualità dei materiali che oggi adoperiamo e soprattutto una tecnica raffinata che ben sposa l’inserimento delle protesi mammarie. Difatti con le opportune manovre è possibile scollare modicamente – significa in pratica renderlo più accogliente – , il solco mammario e adoperare delle protesi cosiddette anatomiche, sì che il riempimento non sia solo della parte inferiore del seno ma coinvolga anche il polo superiore.

Delle adeguate misurazioni in sede di visita, che ci indicheranno le esatte dimensioni della protesi da adoperare, potranno fare il miracolo. La protesi verrà inserita attraverso una piccola incisione nella parte inferiore dell’areola che in 5-6 mesi diverrà del tutto invisibile e tutto l’intervento viene condotto attraverso questa incisione, dimenticando quelle che sono le altre incisioni verticali e quindi le cicatrici.

Il risultato? Basta vedere i casi!

 

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