Mastoplastica additiva

L’obiettivo della mastoplastica additiva è quello di aumentare il volume del seno e donare l’armonia desiderata a quelle donne che presentano uno dei seguenti problemi:

  • scarso sviluppo della ghiandola mammaria
  • diminuzione del volume dei seni dopo gravidanze ed allattamento o dopo
  • diete troppo drastiche
  • asimmetria marcata dei due seni

L’aumento volumetrico del seno si ottiene con l’inserimento di protesi mammarie in sede retroghiandolare oppure dietro il muscolo pettorale. In entrambi i casi viene conservata la funzione dell’allattamento. Le possibili sedi di accesso sono:

  • l’areola, se le sue dimensioni sono di almeno 3.5 cm (cicatrice periareolare);
  • solco inframammario;
  • ascella.


Trascrizione video
Anatole France diceva che “una donna senza seno e come un letto senza guanciale”. Chissà se è vero. Però certamente la richiesta di mastoplastica additiva è sempre e sempre più vivace e la possibilità di inserire protesi di tutti i tipi, protesi anatomiche, protesi tonde, ad alto e basso profilo ci consente di essere sempre più precisi e sempre più accurati nel dare alla donna un seno che sia soprattutto naturale, ma ben rappresentato, significativo, ma non mostruoso.


Le protesi mammarie più utilizzate sono quelle preriempite con gel di silicone, utilizzate sin dagli anni ’60 anche in chirurgia plastica ricostruttiva in mastectomie radicali post-tumore, e pertanto ampiamente studiate: è stato infatti dimostrato che non sono causa né di neoplasie né di patologie autoimmuni. Esistono comunque altri tipi di protesi:

  • preriempite con soluzione fisiologica (acqua);
  • contenenti hydrogel;
  • contenenti polivinilpirrolidone;

Le protesi possono essere di forma rotonda od anatomica e la scelta dell’uno o dell’altro tipo è legata alle esigenze della paziente.

L’intervento viene eseguito in clinica, in day hospital, in anestesia locale con sedazione profonda o in anestesia generale. Gli esami preoperatori sono quelli di routine più una mammografia od un’ecografia mammaria. La ripresa dell’attività lavorativa, se non di natura particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico, è consigliabile dopo 4-5 giorni. I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni.
Nel postoperatorio c’è una fasciatura elastocompressiva per 24-48 ore, poi sostituita da un reggiseno molto contenitivo che va indossato per 15 giorni, notte e giorno. La complicanza più frequente di quest’intervento è la contrattura capsulare, la cui eziopatogenesi è ancora molto controversa ma che, nei casi più marcati, richiede la rimozione della protesi.
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