Blefaroplastica

Blefaroplastica: é un termine difficile, ma molto utilizzato nel linguaggio comune. E’ l’intervento di chirurgia plastica per rimodellare le palpebre, ringiovanendo notevolmente lo sguardo.

Un po’ di storia della blefaroplastica…

CHARLES CONRAD MILLER
Charles Conrad Miller

Assai più antico, tra l’altro, di quanto non si pensi. Il primo a suggerire la blefaroplastica fu l’enciclopedista romano Aulo Cornelio Celso (14 a.C.-37 d.C.), ma solo per rimettere in sesto palpebre mutilate (di solito, quale punizione di un torto) o tanto cadenti da impedire la vista. In epoca moderna, il chirurgo americano Charles Conrad Miller (1880-1950) è il primo a ratificare una procedura chirurgica per la rimozione delle “pieghe cutanee delle palpebre a forma di borse”, che adottò dal 1906 in poi. A lui, dunque, spetta il titolo di padre della blefaroplastica estetica. Una curiosità: lo specialista fu talmente perseguitato dai suoi pazienti e dalle loro famiglie, mai soddisfatti dei risultati ottenuti, che preferì tornare alla professione di chirurgo generale.

Come avviene l’intervento di blefaroplastica

Quando ricorrere alla blefaroplastica? Tre i casi principali:

  • perdita della piegatura naturale della palpebra,
  • formazione di borse di grasso
  • e soprattutto rilassamento della palpebra superiore o inferiore.

 

Un inestetismo – quest’ultimo – dovuto in genere a predisposizione genetica che si manifesta con l’età, ma può essere aggravato da un’eccessiva esposizione ai raggi solari, responsabile della riduzione di fibre di collagene ed elastina. L’operazione si esegue per via transcongiuntivale, così da rendere invisibile la cicatrice, effettuando le incisioni in corrispondenza della piega naturale della palpebra superiore o sotto la linea delle ciglia di quella inferiore. La pelle e il grasso in eccesso vengono rimossi e le incisioni richiuse con sottilissimi punti di sutura. Quando si corregge il cedimento della palpebra superiore, è molto importante non limitarsi a togliere la pelle in più, ma asportare anche una piccola striscia di muscolo orbicolare. In questo modo la cicatrice ricade esattamente nel solco palpebrale e non si nota. Se si riscontra la ptosi (o caduta) del tessuto che ricopre l’arcata periorbitale, si può abbinare la blefaroplastica all’applicazione di speciali fili di trazione, che alzano gli zigomi, aprendo ulteriormente lo sguardo.

Niente cicatrici visibili con la blefaroplastica

La blefaroplastica si esegue in anestesia locale, accompagnata da sedazione (per i pazienti più ansiosi). Un leggero dolore post-operatorio si controlla con la somministrazione di analgesici. I punti di sutura vengono rimossi da 3 a 7 giorni dopo l’intervento, le ecchimosi e il gonfiore tendono a scomparire entro 2 settimane. La paziente potrà riprendere a guardare la televisione dopo 2-3 giorni, mentre per la lettura sarà opportuno attenderne almeno 6-7. Infine, si possono indossare lenti a contatto a 7–10 giorni di distanza. Tempo un mese e anche le cicatrici non si vedranno più. Può capitare, che vicino al naso o sotto il sopracciglio, siano più evidenti e provochino prurito, piccole fitte di dolore o cisti sottocute. Niente paura: sono tutte reazioni normali, destinate a risolversi rapidamente. Per facilitare la guarigione, si consiglia un leggero massaggio di 5 minuti 3 o 4 volte al giorno.

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